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Che cosa si
intende per Felt Sense?
Eugene Gendlin,
PhD
(Tratto da: Focusing
Oriented Psychotherapy, E. T. Gendlin, The Guilford Press, 1996, cap.
6: The Crucial Bodily Attention. Trad. it. di Letizia Baglioni)
In questo capitolo
parlerò di come una sensazione significativa [felt sense]
differisca da altre esperienze più comuni. Attraverso il paragone con
esperienze più familiari, spero di descrivere con più esattezza cosa si
intende per “sensazione significativa”.
Sensazione
significativa e emozione
Una sensazione
significativa non è un'emozione, ma le due si rassomigliano sotto certi
aspetti. Entrambe hanno una loro vita autonoma, ossia non possiamo
determinare del tutto quale emozione avremo, né se arriverà oppure no.
Un'emozione può arrivare senza essere chiamata. Tutto ciò che possiamo
fare è disporci al suo arrivo. Per esempio, se rievochiamo certi eventi,
potremmo rivivere nel presente l'effettiva emozione. Anche se
l'evento è accaduto molto tempo fa, rievocarlo può ricreare l'emozione.
Oppure no. Le emozioni sono caratterizzate da un proprio autonomo
arrivare. Per accertarci se l'emozione è arrivata dobbiamo
verificare se la sentiamo presente. Altrimenti, non è arrivata. Questo è
un punto in comune con la sensazione significativa.
Le differenze
La prima e principale
differenza fra un'emozione e una sensazione significativa è che
un'emozione è riconoscibile. Di solito sappiamo quale emozione stiamo
provando. Quando siamo arrabbiati, tristi o allegri non solo lo sentiamo
ma sappiamo di che si tratta. Nel caso di una sensazione significativa,
invece, diciamo: "Posso sentirlo, proprio lì, ma non so che cos'è".
Una sensazione
significativa ha un suo senso preciso, ma di solito è più complessa di
quanto sia possibile esprimere con le solite frasi e categorie. Eppure è
molto definita in quanto avvertiamo immediatamente che c'è qualcosa che
non va. La sensazione significativa sembra obiettare, ritrarsi, oppure
reagire restando del tutto inerte o indifferente. Le parole sbagliate
provocano un blocco della sensazione significativa. La sensazione
significativa non dà segni di vita in risposta a quelle parole.
Viceversa, quando si
trovano le parole giuste, la sensazione significativa si apre, si
evolve. Laddove prima era bloccata, ora si riversa nel significato delle
parole. Queste parole procedono di pari passo con la sensazione
significativa. Grazie a esse la sensazione significativa si muove e si
apre.
Una sensazione
significativa è l'impressione corporea olistica, implicita, di una
situazione complessa. Include molti fattori, alcuni dei quali non sono
mai stati distinti in precedenza. Fra questi fattori ci sono vari tipi
di emozioni.
Una sensazione
significativa contiene un labirinto di significati, tutta una trama di
particolari, un tappeto persiano di configurazioni: più di quanto
sarebbe possibile dire o pensare. Malgrado la sua complessità, una
sensazione significativa contiene anche un punto focale, una specifica
esigenza, direzione o tematica. Può 'riassumersi in' o 'sfociare in' un
unico passo in avanti. A quel punto capiamo e siamo in grado di dire 'di
cosa si tratta veramente', e dirlo sembra portare con sé l'intera
complessità. Oppure, nel caso di un problema, a volte siamo in grado di
dire 'qual è l'aspetto peggiore in tutto ciò'. Una singola cosa,
un'affermazione o un passo successivo, possono
emergere dall'insieme, se le lasciamo prendere forma.
In effetti tutte le
situazioni umane sono molto più complesse di quanto si lasci catturare
dai concetti e le frasi che usiamo. Una semplice affermazione può
descrivere la situazione, ma solo perché quell'affermazione porta con sé
la complessità. Io dico che in questo caso l'affermazione porta
avanti la complessità della situazione.
Quando è presente una
sensazione significativa solo certe frasi o azioni risuonano con la
sensazione significativa e la portano avanti. Fino a che certe frasi o
passi pragmatici non arrivano, non siamo in grado di dire quali saranno.
Anche quando sappiamo molto riguardo a ciò che ha contribuito a
formarla, una sensazione significativa contiene molto di non ancora
noto. E' l'impressione inedita di un'intera complessità, e pertanto non
ricade in una categoria familiare.
Un'altra differenza fra
un'emozione e una sensazione significativa è che l'emozione è meno
attendibile della ragione, laddove una sensazione significativa è più
attendibile della ragione. Quando agiamo sull'onda della rabbia, spesso
in un secondo momento ce ne pentiamo perché abbiamo reagito solo a una
parte della situazione. Quando siamo più calmi, ripensiamo alla
situazione nel suo insieme. Ecco perché un'emozione è di solito meno
attendibile della ragione.
Per contrasto, una
sensazione significativa è più attendibile della ragione perché in essa
si avverte la presenza di più fattori di quanti siano gestibili a
livello razionale. Ciò non significa che a fronte di una sensazione
significativa si rinunci alla ragione e a una scelta responsabile. Al
contrario, abbiamo sempre bisogno sia della sensazione significativa che
della razionalità. Ciò che si forma come passo successivo è spesso solo
la prima parte di un processo che richiede più passi. Non possiamo
semplicemente mettere in atto o in parole qualunque opzione si presenti
in un singolo passo. Un passo in avanti potrebbe contenere azioni o
parole del tutto irragionevoli. Di conseguenza, perché il passo
successivo emerga liberamente occorre rassicurare se stessi del fatto
che la propria facoltà di scelta e di azione responsabile verrà
conservata. Allora si può dare il benvenuto a qualunque cosa si
presenti. Non c'è bisogno di mettere in atto immediatamente quello che è
emerso. Ci sarà tempo per fare le proprie scelte in un secondo momento.
Per adesso, sospendendo il giudizio razionale, possiamo lasciarla
parlare e dare il benvenuto a quello che dice. E' solo un passo;
ce ne saranno altri, e possiamo star certi che i passi successivi
introdurranno ulteriori cambiamenti nella situazione complessiva. Quindi
non c'è bisogno di rifiutare quello che può sembrare un passo
irrazionale; ma d'altro canto lasciare che questo passo arrivi e darsi
un po' di tempo per farlo esistere non significa rinunciare alla
ragione.
Per esempio: io credo di
sapere cosa dovrei fare, ma pare che non ci sia verso di decidermi a
farlo. Lascio che la mia incapacità di agire generi una sensazione
significativa. Da questa potrei ottenere un primo passo: "No, non va
bene farlo". Razionalmente sono ancora convinto che dovrei farlo e che
lo farò. Ma lascio che questa impressione che 'non vada bene' sia
presente. Dalla nuova sensazione significativa potrebbe emergere come
passo successivo un: "Andrebbe bene farlo se... fossi circondato da una
bolla di plastica". E' ovvio che suoni irrealistico: non posso
proteggermi con una bolla di plastica, né lo vorrei. Ma quel passo ha
cambiato completamente la mia percezione complessiva del problema. Ora
il mio dibattito interno circa la giustezza o meno dell'azione viene a
cadere. Sì, di per sé andrebbe bene, ma non nella mia attuale
condizione di vulnerabilità. Questo piccolo passo punta il dito su cosa
c'è che non va: da qualche parte resto senza protezione. A che livello,
o sotto quale aspetto, sono così vulnerabile? I miei passi successivi mi
mostreranno la risposta a questa domanda, e una volta che sia emersa
chiaramente saprò meglio cosa fare e come farlo. Oppure potrei scoprire
che 'vulnerabile' ha un altro significato. Forse porterà a un passo in
cui mi rendo conto di essere arrabbiato e che perderei le staffe al
momento meno opportuno se andassi avanti malgrado tutto.
Con una sensazione
significativa non si sa in anticipo cosa emergerà. Nel giro di una serie
di passi l'intera situazione cambierà e non possiamo sapere come. Però
sappiamo in anticipo che la sensazione significativa include più
elementi della situazione di quelli che già conosciamo. Per contrasto,
un'emozione è una reazione a meno aspetti della situazione di quanti ne
conosciamo.
Una sensazione
significativa avrà una certa qualità corporea, come ad esempio
'agitata', 'pesante', 'soffocante', 'tremante', o 'tesa'. A volte la
qualità corporea potrà essere meglio descritta con parole che
definiscono anche un'emozione, come ad esempio 'spaventato',
'vergognoso' o 'colpevole'. Anche in questo caso essa contiene un
insieme complesso di elementi, non solo ciò che l'emozione omonima
conterrebbe.
Quando una sensazione
significativa cambia e si apre possono emergere emozioni accanto a
pensieri, percezioni, ricordi o un aspetto del problema visto in termini
più olistici. Una sensazione significativa contiene spesso emozioni.
Quindi una sensazione significativa non si trova evitando le emozioni o
cercando di non provarle. Piuttosto, se c'è già un'emozione, si lascia
che la sensazione significativa si formi come qualcosa che può
accompagnarsi a un'emozione, sottenderla o circondarla.
In una sensazione
significativa le emozioni non sono scisse da altri fattori
dell'esperienza quali pensieri, osservazioni, ricordi, desideri, e così
via. Nel loro formarsi ed emergere da una sensazione significativa, i
vari contenuti si separano. Allora diventano riconoscibili in quanto
emozioni, ricordi, desideri, pensieri, osservazioni, sogni o stati
d'animo.
Una sensazione
significativa non è la somma di questi altri elementi psicologici, anche
se li contiene implicitamente. 'Li contiene implicitamente' significa
che, con ulteriori passi, questi altri elementi possono emergere da una
sensazione significativa. Ma non sono già presenti in quanto tali, come
oggetti in una scatola. Piuttosto, il termine 'implicito' si riferisce
al fatto che essi emergono in quanto tali solo se un ulteriore
vivere, parlare e interagire portano avanti la sensazione
significativa. Ciò che i passi rivelano non era lì, diciamo, sotto una
coperta. Piuttosto, viene generato successivamente attraverso passi
successivi. Ciò che è ancora 'implicito' non è mai lo stesso di come lo
rendono i passi successivi.
Una differenza
importante fra sensazione significativa ed emozione sta nell'intensità
crescente con cui si può provare un'emozione. Per quanto forte sia,
un'emozione non cambia né rivela aspetti nuovi. Se siamo arrabbiati e ci
insistiamo sopra, se ci arrabbiamo di più, il corpo continuerà a voler
colpire, dare calci o pugni e via dicendo; ed è sempre così, a
prescindere dalla diversità delle situazioni che inducono la rabbia. Per
contrasto, la sensazione significativa contiene implicitamente tutto ciò
che ci ha fatto arrabbiare, il senso globale della situazione, tutto ciò
che ha contributo a crearla e in che modo ci riguarda.
La rabbia non è una
sensazione significativa. Per lasciar emergere una sensazione
significativa bisogna essere più calmi. La sensazione significativa non
è intensa come la rabbia. A partire dalla sensazione significativa,
quando arriva, si può scoprire più di quanto già sapevamo in merito a
cosa ci ha fatto arrabbiare e a che situazione ci troviamo per le mani
ora che quella certa cosa (sia quel che sia) è accaduta. La sensazione
significativa è una molteplicità, avvertita come un tutt'uno. Possiede
inoltre un suo punto focale - il peggio, il meglio, la conseguenza più
importante o saliente - il necessario passo successivo in termini di
pensiero o azione.
Quando agiamo sull'onda
di un'emozione agiamo in base a meno elementi della situazione di quanti
normalmente prenderemmo in considerazione. La sensazione significativa
include più di quanto abbiamo già pensato o notato e più di quanto
sia possibile pensare o notare esplicitamente (pur non essendo, è
ovvio, onnipotente, per cui resta pur sempre molto che non può
includere, come ad esempio parte di ciò che altri percepiscono e
conoscono).
Attualmente
l'espressione dell'intensità emotiva è molto in voga. Ci si è liberati
della vecchia enfasi sull'analisi intellettuale in psicologia perché
ritenuta non abbastanza efficace. Oggi molti sono convinti che la
catarsi emotiva sia il metodo migliore di guarigione psicologica. Uno
dei limiti della catarsi è la tendenza a ricreare all'infinito le stesse
emozioni. C'è una teoria fallace secondo cui le emozioni possono essere
'scaricate'. In realtà le emozioni vengono generate ogni volta che
interviene una catarsi. Non sono semplicemente lì in attesa, come se
fossero oggetti finiti che è possibile eliminare, tirare fuori o
espellere. L'organismo ha la capacità di ricreare le stesse emozioni.
Certo, sentire ed
esprimere emozioni bloccate da lungo tempo è utile. Molte persone
reprimono alcune delle proprie emozioni e non riescono a sentirle:
vivono senza sapere cosa provano. Dare attenzione alle emozioni e
permettersi di sentirle è un grande sollievo. Il riconoscimento di ciò è
un importante passo avanti sul piano personale e sociale. Ma una volta
che un'emozione sia stata pienamente sentita ed espressa ripeterla non
produrrà alcun cambiamento nella persona.
Se chiedeste a qualcuno
di cercare la sensazione significativa che sottende una certa emozione
potreste sentirvi dire: "Io non trovo niente di particolare. Quale
complessità mi vuoi far esplorare? Quando sono arrabbiato lo so il
perché. Quello che mi manda in collera manderebbe in collera qualunque
persona ragionevole". Si potrebbe rispondere che sì, in genere sappiamo
quale evento ci ha fatto arrabbiare e in parte anche perché. Non c'è
dubbio. E riteniamo magari che un evento del genere susciterebbe la
stessa emozione in chiunque. In termini di emozione la cosa finisce lì.
Una sensazione significativa va oltre. Per esempio: "Mi sento triste.
Perché? Perché il mio gatto è morto. Non capita a tutti di provare
tristezza per la morte del proprio gatto?". Stante la verità di ciò, può
sembrare superfluo chiedere: "Cosa c'è di preciso, rispetto alla morte
del mio gatto, che mi fa sentire così triste?". Eppure, andando più a
fondo, si può scoprire che il senso di colpa (per non essersi presi cura
abbastanza del gatto) è una componente della tristezza. E questo 'non
prendersi cura abbastanza' è parte di una più vasta massa di rimpianti,
di cose fatte male e opportunità mancate: un pesante fardello. "Sì, se
fossi intervenuto prima ora non mi sentirei così triste". Il che non
significa che non ci sarebbe tristezza, ma solo che una parte della
tristezza è fatta di questo pesante fardello di colpa che ho appena
scoperto. Un'altra persona potrebbe provare un senso di solitudine, e
poi anche la mancanza di 'qualcosa che mi faceva da sostegno', nonché
una paura del vuoto e di cadere a pezzi.
O magari potrebbe
esserci una sensazione di impotenza legata all'accostarsi a un altro
essere nel desiderio di non lasciarlo solo, inconsapevoli di ciò che sta
accadendo, e rimanere frustrati quando il suo corpo si rifiuta di
funzionare.
Se facciamo attenzione
alla qualità fisica dell'intera situazione scopriamo sempre la
complessità. E scopriamo anche che cos'è che rende la situazione
particolarmente difficile per noi; sotto quale aspetto, esattamente, 'ci
disturba' è qualcosa di specifico che è intessuto in una trama
complessa. Nel momento in cui scopriamo ed esprimiamo cosa ci disturba,
la sensazione significativa viene portata avanti e la complessità si
apre, si dipana in filoni distinti e si trasforma.
Sensazione
significativa e immaginazione
Un'immagine è
un'esperienza visiva, la rappresentazione di qualcosa. O potrebbe essere
un'immagine uditiva, il suono di una campana o di certe parole. E' la
percezione di una cosa vista o udita esternamente.
Una sensazione
significativa è qualcosa che si avverte nel corpo, come ad esempio un
senso di disagio che ci dice che un certo problema, al quale sembrava di
poter dare una risposta, resta insoluto.
Un'immagine può portare
a una sensazione significativa se ci si ferma a sentire che cosa suscita
dentro di sé. Ma in genere un'impressione corporea di questo tipo non è
immediatamente disponibile. Bisogna rimanere in silenzio per alcuni
secondi e fare attenzione a cosa emerge nel corpo in risposta a quella
immagine. Questa sarà la sensazione significativa, non l'esperienza
visiva o il suono.
Sensazione
significativa e sensazioni fisiche di tipo ordinario
Un felt sense è
una sensazione fisica, ma non semplicemente fisica come il solletico o
un dolore. Piuttosto, è l'impressione corporea di qualcosa, di un
significato, di una complessità implicita. E' la sensazione della
totalità di una situazione, problema o preoccupazione, o magari di un
concetto che si desidera esprimere. Non è solo un'impressione
corporea, quanto piuttosto un'impressione corporea di ...
Alcune sensazioni
fisiche assomigliano a sensazioni significative, tanto che non sempre si
riesce a distinguere fra le due. Un'indigestione, ad esempio, potrebbe
sembrare una sensazione significativa alla bocca dello stomaco. Per cui
non siamo certi se quella sensazione ha a che vedere con una certa
situazione o è semplice indigestione. Per scoprirlo basta immaginare di
non dover affrontare la situazione immediatamente, fare finta di non
doverci pensare fino all'anno prossimo. Lo stomaco si distende. Poi si
fa il contrario: si immagina di dover affrontare la situazione
immediatamente. Se la tensione allo stomaco ritorna è segno che è la
situazione a farci sentire così: siamo in presenza di una sensazione
significativa.
Ci sono sensazioni
fisiche indotte da una situazione che suscita una sensazione
significativa. Una tensione alle spalle o la pelle d'oca possono essere
dovute a una situazione del genere, ma non sono sensazioni
significative. La differenza sta nel fatto che queste sensazioni non
sono implicitamente complesse. Ossia: il dolore, ad esempio, è solo
quello che è, una fitta dolorosa. La complessità della situazione non si
trova nella fitta dolorosa. Possiamo provare dolore alla regione lombare
senza che ciò contenga l'intera situazione emotiva che segnala.
Le sensazioni fisiche
possono manifestarsi alla periferia del corpo mentre una sensazione
significativa si avverte di norma (con qualche eccezione) al centro:
nell'addome, nel plesso solare, nel petto o nella gola. Ciò nonostante,
una sensazione fisica periferica può essere molto utile. Se ci
chiediamo: "Cosa direbbero le mie spalle doloranti?", può emergere
qualcosa anche senza provare una sensazione significativa. Il dolore
alle spalle esiste come parte di un'intera massa di esperienza. Prestare
attenzione a un dolore alle spalle può anche favorire una presa di
coscienza diretta di quella massa di esperienza. Si può ottenere una
sensazione significativa se si presta attenzione alla qualità che si
manifesta nella parte centrale del corpo in rapporto al dolore
alle spalle.
Inoltre, una volta che
la sensazione significativa è stata portata avanti con un numero
sufficiente di passi, la tensione si scioglie. Anche il dolore alla
schiena dovrebbe essersi alleviato. Gli indicatori periferici sono un
barometro in più che ci segnala un avvenuto progresso.
E' utile lasciar
emergere una sensazione significativa soprattutto se si sospetta che un
problema psicologico provochi un malessere fisico (un sintomo
psicosomatico). Qualcuno potrebbe dire che ciò vale per tutte le
malattie fisiche. Non lo sappiamo.
Sensazione
significativa e ansia
Una sensazione
significativa non è ansia ma può contenere ansia o formarsi nelle sue
immediate vicinanze. Può essere l'impressione da cui nasce l'ansia e
tutto quello a cui si riferisce. L'ansia di per sé è molto poco
informativa. E' un ostacolo al percepire perfino ciò che già si conosce,
si sente, si pensa e si osserva. Quando c'è ansia è difficile lasciar
formare una sensazione significativa, ma se si forma c'è un immediato
beneficio in quanto l'ansia diminuisce. Quello che scopriamo in una
sensazione significativa che accompagna l'ansia può non piacerci,
tuttavia ogni passo successivo scioglie parte dell'ansia. A partire
dalla sensazione significativa possiamo arrivare a scoprire e toccare il
punto critico, cosa che stranamente ci fa sentire sollevati.
Il paragone fra
sensazione significativa e ansia riprende sostanzialmente quello con le
emozioni. L'ansia può essere classificata come un'emozione. Spesso viene
considerata come la via maestra alla conoscenza di sé. Sarebbe un po'
come dire che la via maestra passa per ciò che sentiamo ma non siamo in
grado di riconoscere. Tuttavia, l'ansia in quanto tale non contiene la
complessità necessaria a spiegare se stessa. Concentrandosi sull'ansia e
basta si diventa solo più ansiosi. Dopo un po' si può diventare
assuefatti o desensibilizzati ma non ne viene fuori niente di nuovo.
Diventare sempre più ansiosi significa diventare sempre meno capaci di
cogliere ciò che ancora non si conosce. L'ansia non è una sensazione
significativa. Tuttavia, come con ogni altro tipo di esperienza,
dall'ansia o nelle sue immediate vicinanze può emergere una sensazione
significativa in quanto impressione olistica della situazione.
Sensazione
significativa e ipnosi
A parte i benefici di
specifiche suggestioni ipnotiche, trovarsi in uno stato ipnotico può
essere molto utile. Si sperimenta un riposo profondo. Non sono contrario
all'ipnosi. Voglio solo distinguerla dall'attività di mettere a fuoco
una sensazione significativa.
L'emergere di una
sensazione significativa ha poco a che spartire con l'ipnosi. Le due si
rassomigliano solo nei primi momenti di quiete. Ma invece di
approfondire il rilassamento, nel caso di una sensazione significativa
si resta a un livello di rilassamento pressoché normale. Quel livello è
l'esatto opposto dell'ipnosi. Al livello della sensazione significativa
le suggestioni ipnotiche non hanno effetto. Il corpo non obbedisce
quanto piuttosto replica: proprio ciò di cui abbiamo bisogno per
focalizzare su una sensazione significativa!
Per esempio, immaginiamo
di dire: "Rispetto alla tal cosa mi sento tranquillo". Sotto ipnosi
un'affermazione del genere ha la funzione di suggestione e verrà
obbedita. Ci sentiremo tranquilli. In un processo di focalizzazione,
invece, dire: "Rispetto alla tal cosa mi sento tranquillo" può aiutare a
far emergere una sensazione significativa. Il corpo replica producendo
la sensazione significativa: qualcosa non è affatto tranquillo rispetto
alla situazione.
Di norma in ipnosi non
emergono sensazioni significative, dato che il corpo è messo a tacere.
Ed è proprio questo che rende efficace l'ipnosi: la conoscenza corporea
che dà forma a una sensazione significativa è fuori uso. Il corpo sembra
essersi sciolto, dileguato, ed è pronto a produrre qualunque sensazione
fisica venga suggerita.
I cosiddetti 'stati
alterati' differiscono da una sensazione significativa per lo stesso
motivo. Invece di lasciar emergere nel corpo l'impressione sentita della
propria concreta situazione di vita, così che possa parlare e correggere
quello che ne pensiamo, negli stati alterati ci si distanzia dal corpo.
Naturalmente c'è chi
potrebbe parlare di 'auto-ipnosi' per descrivere un'attività come quella
di focalizzare su una sensazione significativa. Non mi interessa
polemizzare sui termini. Ciò che conta sono le differenze pratiche.
Anche un grado di rilassamento appena maggiore del necessario impedisce
l'arrivo di una sensazione significativa. Se all'interno tutto rallenta,
si acquieta e si compatta, tanto che risulta difficile seguire un tema
piuttosto che un altro, significa che si è troppo rilassati per poter
focalizzare su una sensazione significativa. Una volta raggiunto uno
stato di rilassamento così profondo è difficile o perfino penoso
dirigere volontariamente l'attenzione, il che rende impossibile
focalizzare.
Sensazione
significativa e meditazione
Se il termine
'meditazione' viene impiegato con un'accezione molto vasta, allora i
passi del processo di cui parlo possono essere visti come una forma di
meditazione. Ovviamente esistono molti tipi di meditazione: che cosa
vieta di considerare questo uno fra tanti?
In un tipo di
meditazione ampiamente diffuso i meditanti si rilassano troppo
profondamente per consentire l'emergere di una sensazione significativa.
Dopo molta pratica la loro attenzione scende a quel livello di profondo
rilassamento non appena si rivolgono all'interno. Dispongono di un
ascensore in discesa che passa oltre il livello dove può formarsi una
sensazione significativa. Vorrei dire a chi pratica questo tipo di
meditazione che una sensazione significativa si forma a un livello
intermedio. L'ascensore può fermarsi a un livello intermedio.
Ai fini della crescita
personale si ha bisogno della sensazione significativa e dei suoi passi.
A volte se ne ha bisogno anche ai fini della meditazione stessa. In
meditazione, quando l'atmosfera è grigia o comunque non libera, è meglio
riemergere, lasciar sbollire gli effetti, muovere un pochino le spalle e
tornare a un livello ordinario. Poi scendere a un livello intermedio e
ricevere la sensazione significativa di che cos'è che non va. Dopo
alcuni passi, quando la sensazione significativa si scioglie, si può
tornare alla meditazione e trovarla assai più agevole di prima.
Vorrei comunicare questo
punto con precisione: focalizzare implica portare deliberatamente
l'attenzione a quel livello da dove nasce l'attività e restare in
contatto con qualcosa. Richiede di mantenere l'attenzione sul vago senso
di disagio, sulla sensazione significativa che emerge in risposta a una
richiesta deliberata. Quello che chiediamo è l'impressione globale di
cosa c'è che non va in un determinato momento (o rispetto a un
determinato problema). Il che è ovviamente diverso da uno di quegli
stati meditativi in cui l'attività interiore è completamente pacificata
e si percepisce un denso e profondo 'nulla'.
Sensazione
significativa e le quattro funzioni junghiane
Jung distingue quattro
tipi di 'funzioni', come egli stesso le definiva: sensazione fisica,
sentimento, intuizione e pensiero. Una sensazione significativa non
coincide con nessuna di queste. Jung però riteneva ve ne fosse anche una
quinta, 'la funzione trascendente', al centro delle quattro. Fino a un
certo punto la sua descrizione della quinta funzione corrisponde alla
mia definizione di un felt sense. Che la funzione trascendente di
Jung sia o no una sensazione significativa, è certo che una sensazione
significativa non è una delle quattro funzioni. Oppure potremmo dire che
una sensazione significativa è un caso particolare di ciascuna delle
quattro. Viene percepita fisicamente come le sensazioni. Inoltre è
qualcosa che proviamo al pari dei sentimenti e che implica una qualche
forma di valutazione. Al pari dell'intuizione una sensazione
significativa ci dà informazioni oltre a quelle già in nostro possesso.
E di sicuro una sensazione significativa contiene implicitamente una
qualche forma di cognizione oltre a includere tutto ciò che abbiamo
pensato. Ma si tratterebbe di un caso speciale di ciascuna delle
quattro.
Quanto afferma Jung a
proposito della funzione trascendente è istruttivo: egli ci dice di
delegare "all'affetto" il nostro potere di generare parole, di lasciarlo
parlare. Ci suggerisce inoltre di lasciargli generare immagini. Egli
afferma che il tipo di 'affetto' che è in grado di fare ciò non è la
funzione del sentimento.
Jung però sembra non
aver colto il carattere direzionale di una sensazione significativa,
ossia il suo condurre a un passo successivo cui fanno seguito altri
passi. Egli ritiene che occorra "accumulare" il "materiale" che nasce
dal lasciar parlare l'affetto per poi interpretarlo (utilizzando i suoi
concetti). La sensazione significativa, d'altro canto, fornisce una
propria interpretazione additandoci la direzione in cui vuole andare,
ossia il passo successivo.
Sensazione
significativa e catarsi
I metodi catartici (ad
esempio la terapia dell'urlo primario e altre terapie 'liberatorie')
fanno rivivere eventi passati e le emozioni a essi collegate. Come ho
già detto, nel caso di emozioni bloccate e mai espresse pienamente il
loro riaffiorare è un fatto nuovo e positivo. Ma i clienti in terapia
catartica prendono l'abitudine di spostarsi immediatamente da un
qualunque vissuto attuale al passato. Anche i terapeuti catartici
mettono l'accento sull'esperienza 'nel presente', ma si riferiscono a
sensazioni corporee presenti che riguardano il passato. Vogliono che i
loro pazienti ripetano concretamente il passato nel presente. Non appena
il paziente prova qualcosa nel presente lasciano che subentri al suo
posto il ricordo di un'esperienza passata. Di solito è un evento a
proposito del quale ha già urlato e 'scaricato' più volte. Questo metodo
può far perdere di vista il senso della vita attuale, come se nulla
dell'esperienza presente del cliente meritasse attenzione.
Questo non è un effetto
voluto. Spesso i sostenitori del metodo catartico affermano erroneamente
che il passato vada 'elaborato' ogniqualvolta si ripresenti
nell'esperienza attuale. Ma per sua natura l'esperienza include
implicitamente il passato nell'ordito di ogni presente. Altri terapeuti
commettono l'errore opposto. Vogliono che i loro clienti si interessino
non del passato ma unicamente del presente.
Una sensazione
significativa, d'altro canto, ha un presente di tipo diverso. L'odierno
discorso sul 'qui e ora' non prende in esame il rapporto fra tempo ed
esperienza. L'esperienza non è fatta di pezzi che appartengono o
al passato o al presente o al futuro in sequenza
lineare. Ogni istante è una nuova costellazione in cui il passato è
implicitamente attivo e in cui le aspettative sul futuro, accanto alle
passate aspettative sul futuro, vengono ricontestualizzate. Ciò vale
anche per ogni tipo di esperienza passata. Il passato viene ricostruito
nuovamente in ogni ordinaria esperienza presente, come pure in ogni
sensazione significativa. Il passato è implicito, ma non in quanto tale,
in tanti pezzi immutati come una serie di ricordi. Quando si fa
esperienza esplicitamente di un ricordo non si fa esperienza del
presente. Ad esempio, non è possibile fare attenzione al presente mentre
si ricorda il passato o si rivivono eventi passati. Di solito, però,
quando il passato in sé non è presente è implicito in un'esperienza
presente. Il presente è quello che è in parte per via del passato e
sarebbe diverso se il passato fosse stato diverso. Di conseguenza il
passato è sempre implicito e non può essere separato dal presente.
Un futuro immaginario è
un'altra componente essenziale di ogni esperienza presente. Non parlo di
eventi che accadranno in un altro momento ma di eventi che speriamo o ci
aspettiamo che accadano. Questo è un futuro qui e ora. Il futuro
implicito che immaginiamo ora è sempre parte del significato del
presente.
Altre tecniche
terapeutiche sorvolano sulla vita attuale della persona incoraggiandola
a entrare in 'stati alterati' che non hanno attinenza con il suo modo di
vivere. Esperienze del genere sono impressionanti ma possono cambiare
ben poco al di là di un iniziale ampliamento di prospettiva. Può
trattarsi di grandi esperienze dove però la persona resta piccola,
psicologicamente disorientata e spesso emotivamente sopraffatta. Per
quanto valide siano non ci esimono o non ci esonerano dalla necessità di
crescere come persone. E la crescita avviene in piccoli passi.
Una sensazione
significativa si forma al margine fra uno stato di coscienza ordinario e
uno alterato. C'è bisogno di un certo grado di rilassamento per
lasciarla emergere e per entrarci in contatto ripetutamente, e per
consentire che ne venga fuori qualcosa. Ma una volta ricevuta la
sensazione si torna immediatamente all'ordinario, reagendo a ciò che è
emerso, domandandosi di cosa si tratta o quali elementi contenga. Sulla
vecchia mappa di conscio, inconscio e zona di confine la sensazione
significativa si colloca in quest'ultima. Si potrebbe dire che è
la zona di confine. E' ciò che permette di sentire in che condizioni si
trova l'intero organismo in questo preciso momento. A paragone di uno
stato di coscienza alterato è qualcosa di assai prossimo a uno stato di
coscienza ordinario, pur confinando con uno stato alterato.
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