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Il FOCUSING NELLE
PROFESSIONI A ORIENTAMENTO CORPOREO
con il patrocinio de "The
Focusing Institute" di New York
dal 14 al 17 maggio 2007
si è tenuto in Italia, a
Ischia,
il primo seminario
residenziale
"MEETING AT THE
EDGE"

"I nostri corpi fanno la
nostra vita....I nostri corpi non se ne
stanno nascosti in isolamento dietro i
cinque spioncini della percezione: noi
agiamo a partire dal senso corporeo di ogni
situazione." Gene Gendlin
Le pratiche ad
orientamento corporeo e il processo di
scoperta di se noto come Focusing hanno in
comune una profonda sintonia con il processo
vitale della persona. Questo seminario è
stato rivolto a professionisti interessati
all'integrazione del Focusing nelle loro
pratiche centrate sul corpo.
Comitato organizzatore
Nell'annuale Conferenza
Internazionale di Focusing nel 2004,
tenutasi in Costa Rica, si è costituito un
gruppo internazionale d'interesse su
"Focusing, lavoro corporeo e movimento", che
ha continuato a portare avanti questo
progetto negli anni e nelle conferenze
successive. Da questa esperienza si è
formato il comitato organizzatore di questo
seminario tra professionisti di varie
discipline tra ci il Metodo Feldenkrais,
Shiatsu, Metodo Trager, Reiki, agopuntura,
Massaggio Esalen, Yoga, danza
improvvisazione, Psicoterapia e Counseling
ad orientamento corporeo: Jack Blackburn
(USA), Francesca Castaldi (USA, Italia),
Claudia Conza (Svizzera), Nicoletta Corsetti
(Italia), Mathias Dekeyser (Belgio), Larry
Hurst (Inghilterra, USA), Stephen Scholle
(USA).
Partecipati
Al seminario hanno preso
parte 47 persone, da 10 paesi: Stati Uniti,
Irlanda, Grecia, Belgio, Francia, Svizzera,
Costa Rica, Germania, Olanda e Italia. Ci
siamo incontrati con il desiderio intenso di
condividere e sperimentare, contattando gli
aspetti più delicati e vulnerabili del
nostro lavoro, certi della nostra
disponibilità a nutrirci l'un l'altro.
Dove
Il seminario si è tenuto
sull’isola di Ischia, dove siamo stati alloggiati presso
l’agriturismo Villa Spadara, sulle colline di Forio. La Villa è
stata completamente a nostra disposizione con il suo parco, il
limoneto, la terrazza e una piscina con acqua termale.
Struttura
del seminario:
Tutti i presenti sono stati
invitati a una partecipazione attiva durante il seminario.
Coloro che hanno voluto fare partecipi gli altri del loro
lavoro, hanno condotto seminari esperienziali, che si sono
conclusi con ulteriori esplorazioni in gruppi o in coppia da
parte dei partecipanti e con la condivisione delle esperienze.
Ci siamo inoltre
organizzati in piccoli gruppi intorno a diverse aree di
interesse. Questi gruppi hanno lavorato nei tre giorni del
seminario fino ad elaborare una presentazione dei risultati che
è stata presentata nella giornata conclusiva al resto dei
partecipanti.
Parallelamente gli splendidi e accoglienti spazi di Villa
Spadara hanno fatto da cornice a “tradizionali” scambi di
Focusing e a sperimentazioni di combinazioni di Focusing verbale
e contatto in coppia.
Approcci professionali
dei partecipanti (oltre al Focusing):
Agopuntura
Bioenergetica
Contact
Improvisation
Counseling corporeo
Esecuzione al flauto Shakuhachi
Esecuzione al violino
Improvvisazione vocale e Toning
Massaggio Ayurvedico
Massaggio Esalen
Meditazione Zen
Metodo
Feldenkrais
Metodo Trager
Psicoterapia centrata sulla persona
Psicoterapia comportamentale (es. EMDR)
Psicoterapia Gestaltica
Psicoterapia Psicodinamica
QiGong
Riequilibrio Energetico e della Struttura
Shiatsu
Tai Chi Chuan
Tango
Tecniche dell’Unione
Terapia Cranio-sacrale
Di seguito trovi un
resoconto dei lavori del seminario,
comprendente:
-
la lista dei workshop
offerti e la descrizione di alcuni di
essi,
-
la lista dei gruppi
di interesse che hanno lavorato durante
l'evento e il resoconto di alcuni di
essi,
-
le impressioni finali
di alcuni dei partecipanti.
DESCRIZIONE DEI SEMINARI:
Body
Mapping
(Steve Scholle)
Questo seminario è stata una presentazione e
una esplorazione del lavoro di Steve Scholle
sulla piattaforma on-line “The Body of
Information”. Steve ha presentato un
modello tratto dal sito, fornendo ai
partecipanti uno strumento per entrare più
in profondità, passo dopo passo, nel proprio
felt sense e felt-shift. Ai partecipanti
sono stati dati dei grandi fogli di
cartoncino su cui disegnare una figura
umana. Quindi, ad ogni passo, essi hanno
individuato e disegnato le proprie
esperienze sulla figura stessa. In questo
modo hanno creato una mappa del loro essere
nella esperienza emergente.
Per maggiori informazioni visitare il sito:
www.bodyinfo.com
Forma
corporea e significato: Focusing e
Bioenergetica
(Nicoletta Corsetti e Emmy Parisi)
Per questa presentazione ci si è ispirati al
lavoro di Stanley Keleman, autore del libro
“Embodying Experience”. Partendo
dall’identificazione ed esplorazione della
forma corporea, si è passati al processo del
Focusing, per rivelare i significati
impliciti da essa portati.
Prima parte: tutto il gruppo viene guidato a
raggiungere un “grounding” secondo principi
della Bioenergetica, ed ogni persona entra
in contatto con la propria forma corporea.
Seconda parte: i partecipanti disegnano i
contorni dei loro corpi, aggiungendo frecce,
linee, colori e parole.
Terza parte: ogni persona sceglie l’elemento
più significativo, come ad esempio lo schema
muscolare che modella tutto il corpo, oppure
l’elemento più importante sentito nel corpo
o l’intero felt sense, e procede alla
focalizzazione in coppia.
Quarta parte: condivisione finale e breve
introduzione alla possibilità per un lavoro
più articolato.
Nicoletta Corsetti
nicolettacorsetti@virgilio.it
Emma Parisi
emmaparisi@tiscali.it
Contactful Focusing
(Francesca Castaldi e Larry Hurst)
Francesca spiega ai partecipanti come è
arrivata a immaginare di utilizzare il
processo del Focusing per creare un dialogo
tra i principi della condivisione del peso e
del contatto provenienti dalle pratiche del
Contact Improvisation e dello Shiatsu.
Questa visione è stata stimolata a
concretizzarsi durante la Conferenza
Internazionale di Focusing del 2006 in
Olanda, mentre Francesca stava ricevendo una
sessione di Shiatsu orientata al Focusing da
Larry. Verso la fine della sessione,
Francesca aveva iniziato a muoversi destando
sorpresa in Larry che, tuttavia, continuò la
sua sessione. Il presente lavoro rappresenta
una più deliberata continuazione di quel
processo.
Francesca presenta verbalmente il modello
che ha progettato per facilitare
l’esplorazione:
La persona A è il focalizzatore e colui
che si muove.
La persona B è l’accompagnatore e il
Body-worker.
Larry e Francesca fanno una dimostrazione
del modello, includendo lo scambio verbale
solo se pertinente alla sessione stessa.
Quindi chiedono ai partecipanti cosa hanno
osservato e se hanno domande. Effettuano
un’altra dimostrazione, stavolta rendendo il
processo più trasparente attraverso la
verbalizzazione di ciò a cui essi stanno
prestando attenzione, seguono altre domande
da parte dei partecipanti.
I
partecipanti esplorano quindi il modello,
nei ruoli di A e di B; successivamente,
riferiscono le loro esperienze e fanno
domande.
Francesca Castaldi
www.focusingpathways.net
Larry Hurst
larry.hurst@focus-in-touch.com
La
disposizione del Focusing
(Claudia Conza)
”Energie differenti confluiscono ad un punto
d’incontro, dove condividono il loro essere
e la loro presenza. C’è un “ascolto dentro e
senza” in modo non giudicante,
compassionevole e magari amorevole, che
accetta senza sapere ciò che arriverà
(Margine) C’è una fiducia che arriverà la
cosa giusta e un’apertura verso tutte le
possibilità.”
Ho avuto questa idea focalizzando su quello
che questo seminario MAE è per me, come uno
degli organizzatori. Mi sono resa conto che
è questa la mia disposizione, non solo
quando lavoro con i clienti in una seduta di
Focusing, ma anche quando effettuo un
Massaggio Esalen o altri tipi di lavoro
corporeo, e anche quando insegno. Ho
pensato: “Oh, questa è la disposizione di
Focusing nel modo in cui io la sperimento.
E’ vero anche per me?” Credo che
l’atteggiamento Focusing crei un campo
speciale in cui possiamo esperimentare gli
altri e noi stessi come esseri olistici.
Claudia Conza
praxis@atpeace.ch
www.atpeacecenterforhealth.com
Focusing e
Linguaggio dell'Unione: dal Felt Sense alla
Presenza
(Rosanna
Camerlingo)
In questo workshop
attraverso il movimento, la postura ogni
partecipante è entrato in contatto con il
proprio felt sense. Abbiamo usato poco il
linguaggio verbale, poichè la scelta era
quella di simbolizzare il felt sense
soprattutto attraverso il linguaggio
corporeo. Dopo aver esplorato insieme la
simbolizzazione di ognuno, siamo passati
dolcemente all’esercizio del Tao, proprio
del linguaggio dell'Unione, per percepire e
stabilizzarci nella Presenza e nella
centralità. L’obiettivo del lavoro è quello
di esplorare il proprio Felt sense e quindi
identificarsi sempre più nella Presenza,
sposando Il Focusing con il Linguaggio
dell'Unione, per una percezione ed una
consapevolezza sempre più sottili.
Rosanna Camerlingo
rosanna.camerlingo@libero.it
Focusing e
Meditazione Zen
(Sidney Journò)
Si è fatta un’esperienza
classica alla pari di focusing della durata
complessiva circa di 40 minuti tra gli otto
partecipanti. Successivamente si è fatta un
esperienza collettiva di meditazione zen
basata sulla consapevolezza della posizione
del corpo seduto che respira. Poi c’è stata
una condivisione di tutti i partecipanti
dell’esperienza vissuta. Dopo ciò ho dato
alcuni elementi filosofici e sul metodo
della meditazione. Obbiettivo del conduttore
è di verificare se l’esperienza previa di
focusing favorisce l’approfondimento dello
stato di consapevolezza della esperienza
stessa di meditazione la sua qualità e
intensità. L’ipotesi teorica da cui si è
partito è che l’esperienza di focusing
tramite l’attenzione alla sensazione
percepita alleggerisca del vortice dei
pensieri e aiutasse la percezione del corpo
qui ora adesso nel momento presente creando
condizioni di preparazione ottimali per
entrare molto più rapidamente e intensamente
nella meditazione zen ovvero la
consapevolezza del corpo mente seduto
nell’immobilità che respira che nel suo
microcosmo esprime la vita in tutta la sua
universalità. L’esperimento a mio giudizio
dopo la condivisione ha avuto esito positivo
perché si è riscontrato una consapevolezza
del corpo mente intensa e profonda che per
persone digiune di meditazione zen come lo
erano tutti i partecipanti è
inequivocabilmente una cosa nuova
normalmente chi inizia un processo di
meditazione per la prima volta arriva a tale
qualità e intensità di consapevolezza.
Confermo quindi la validità enorme del
focusing come strumento di aiuto e sostegno
ai processi meditativi.
Sidney Journò
Sidney57@tiscali.it
cell.0039-3493725692
Metodo
Feldenkrais e Focusing
(Brigitte Moretti)
Brigitte Moretti è interessata a trovare un
modo per rafforzare (motor) le
abilità di apprendimento, combinando la
“Consapevolezza attraverso il movimento" del
Metodo Feldenkrais con la pratica del
Focusing usato come un nuovo livello di
partenza. Durante il seminario i
partecipanti sono stati inizialmente guidati
in una breve sintonizzazione, attraverso la
percezione dei loro corpi nello spazio e in
relazione alla gravità, la percezione
interiore, delle loro parti di sostegno e,
in particolare, della colonna vertebrale. La
colonna vertebrale è stata, assieme alla sua
peculiarità di orientare testa, bacino e
parti superiori ed inferiori di noi stessi
nello spazio, il tema centrale della lezione
di Consapevolezza attraverso il movimento.
La seconda parte del seminario è stata
dedicata a processi di Focusing in coppia.
Sfortunatamente, c’è stato poco tempo per il
feedback, e così ogni partecipante ha potuto
condividere solo una prima impressione.
Brigitte Moretti
brigitte.moretti@tiscalinet.it
Ginnastica
Posturale e Riequilibrio Energetico
Integrato con il Focusing (Olga
Pasquini)
Il Focusing, introdotto
nel lavoro corporeo che faccio sia con i
gruppi che individualmente, si è rivelato
uno strumento efficace per ottenere una
espressione verbale che si avvicini sempre
più a ciò che viene sentito.
Tipicamente, il lavoro
così come l’ho impostato, si articola in sei
fasi:
-
una prima fase di
“sintonizzazione” con il proprio corpo
(riassumendo con una parola ciò che si
percepisce di se);
-
una fase successiva
in cui si disegna su un foglio di carta
una figura umana
-
una terza fase di
lavoro articolata in diversi esercizi
fatti con palle di gommapiuma e corpo a
terra (procedendo dalla testa e
scendendo fino al sacro);
-
nella quarta fase,
anche questa di sintonizzazione, si
ascolta il proprio corpo dopo il lavoro;
-
una quinta fase si
riprende il disegno, osservandolo e
completandolo
-
nella sesta fase si
realizzano processi di focusing in
coppia.
Olga Pasquini
olgapasquini@tim.it
Intimate Contact
(Diana e Richard Daffner)
I
Daffner hanno presentato una pratica
chiamata "All of Me" (Tutto di me), che
insegnano alle coppie. Non è richiesta
esperienza di Focusing. Attraverso facili
istruzioni, questo semplice processo di
comunicazione, un adattamento del modello
“Inner Relationship Focusing” di Ann Weiser
Cornell, crea rapidamente coesione ed
un’elevata presenza amorevole. I
partecipanti hanno praticato in coppie e
sono rimasti soddisfatti dei risultati.
Per maggiori informazioni sul lavoro dei
Daffner
visitare
www.IntimacyRetreats.com
Music Playing and Embodiment
(Barbara
Altwegg)
Barbara
Altwegg ha organizzato questo seminario come
un modo per i musicisti di utilizzare il
processo del Focusing nelle loro esecuzioni.
E’ stata un’esplorazione partecipativa, dove
ognuno di noi ha avuto modo di approfondire
la propria esperienza sia di esecutori che
di ascoltatori e di scambiarsi feedback.
Sono stati compiuti alcuni passi
significativi. Ad esempio, una partecipante
che aveva sempre fatto affidamento sul
leggere la musica per tutta la sua carriera
musicale è stata in grado di muovere un
passo indietro e di suonare grazie al suo
senso della musica, anche se improvvisando.
Ha sentito questa esperienza come una
direzione nuova per le sue esecuzioni.
Barbara Altwegg
barbara.altwegg@bluewin.ch
www.barbara-altwegg.ch
T'ai
Chi
(Diana e
Richard Daffner)
I Daffner
hanno guidato una pratica giornaliera di
T'ai Chi Chuan, un programma di movimento
meditativo che favorisce l’equilibrio,
risveglia l’energia e una pacifica serenità.
www.IntimacyRetreats.com
Titoli di altri seminari presentati:
Felt
Community
(Jack Blackburn e Robert Lee)
Four Legs and Two Hearts - Quattro gambe
e due cuori (Yvonne Meissner)
On Pain - Sul dolore (Jack
Blackburn)
RESOCONTO DEI GRUPPI D’INTERESSE:
Psicoterapia e contatto
Nei tre
giorni del seminario MAE ci siamo riuniti
per 3 volte. La maggior parte dei
partecipanti erano psicoterapisti, alcuni
body workers; tutti i partecipanti
conoscevano il Focusing.
-
Durante il primo incontro, abbiamo
confrontato i livelli di esperienza
nell’utilizzo del contatto fisico nella
psicoterapia/counseling, intrattenendoci
con indicazioni e controindicazioni del
contatto fisico, portando in primo piano
le differenze tra gli orientamenti
terapeutici. Il primo incontro non ha
soddisfatto i partecipanti, ed alcuni di
loro erano titubanti sul rimanere nel
gruppo. Due di loro hanno deciso di
abbandonarlo.
-
Nel
secondo incontro il nostro gruppo si è
rivolto ad esplorare i nostri felt sense.
Abbiamo fatto spazio sia ai sentimenti
di titubanza nell’usare il contatto
fisico nella psicoterapia, sia al nostro
vivo desiderio di sentirci più a nostro
agio con esso. Abbiamo riconosciuto che
la nostra interazione nel primo incontro
era stata la tipica discussione che ha
luogo quando si mettono insieme degli
psicoterapeutici a parlare liberamente
sul contatto fisico in psicoterapia. Per
alcuni di noi il contatto fisico è stato
esplicitamente o implicitamente vietato
durante la formazione o nel lavoro.
L’idea di essere autorizzati a toccare
ha sollevato forti sentimenti. Il gruppo
ha così deciso di sperimentare
liberamente con il contatto in coppie o
a tre e di riferire poi al resto del
gruppo. Fondamentalmente, dopo questi
esperimenti, ognuno si è sentito
soddisfatto, al sicuro ed incoraggiato
nella propria abilità ad usare il
contatto in terapia. E’ stato anche
riconosciuto il valore per i clienti di
toccare se stessi. L’energia
sprigionatasi all’interno del gruppo è
stata talmente forte che tutti i
partecipanti di questo secondo incontro
(solamente) sono stati invitati dalle
partecipanti irlandesi ad andare nella
loro nazione nel 2008, per dedicare un
fine settimana a fare altre
sperimentazioni libere sull’uso del
contatto nel Focusing, nel counseling e
nella psicoterapia.
-
In
un ultimo incontro – dove erano riuniti
tutti i partecipanti iniziali – abbiamo
discusso del processo del nostro gruppo,
ed abbiamo riconosciuto che ci sono
molti colleghi che sono titubanti circa
l’utilizzo del contatto fisico, e
persino nel parlare di esso. Dall’altro
lato, alcuni bodyworkers si sentono a
disagio riguardo alla possibilità di
liberare forti emozioni nei propri
clienti. Alcuni partecipanti si sono
presi il compito di cercare di smorzare
il tabù del contatto e di aiutare i
colleghi nel suo utilizzo e nel parlare
dell’uso di esso nella psicoterapia. Ci
siamo anche chiesti come poter unire gli
sforzi in questa "missione". La
questione è stata lasciata aperta per
una futura discussione in Irlanda, e/o
per la prossima occasione di MAE.
Durante
la cerimonia di chiusura, abbiamo affermato
la nostra abilità di lavorare con i nostri
corpi e di andare contro le norme vigenti.
Abbiamo ammassato delle sedie nel centro
della stanza ed abbiamo assieme espresso
fisicamente il punto cruciale delle nostre
esperienze in questo gruppo di lavoro.
Relazione di Mathias Dekeyser
http://mathias.dekeyser.googlepages.com
The
Inner Voicing
L’idea di questo gruppo embrionale si
è sviluppata da alcuni esperimenti
precedenti nell’armonizzazione vocale (vocal
toning) effettuati dal gruppo di
interesse su “Bodywork and Movement” durante
due conferenze internazionali.
Nei 3 incontri che hanno
avuto luogo nei 3 giorni del seminario di
Ischia, il nostro gruppo ha avuto un numero
costante di 8 partecipanti. Ognuno di noi ha
sperimentato l'effetto di permettersi,
durante il focusing, di lasciar emergere
spontaneamente suoni - di qualsiasi forma -
dalla profondità dei nostri felt sense.
Contatto e movimento non erano nè richiesti
nè proibiti. Il nostro obiettivo è stato di
scoprire quanto potessimo trarre beneficio
da questa esperienza e se questo potesse
essere un apporto al seminario MAE nel suo
insieme.
Relazione di Larry Hurst -
larry.hurst@focus-in-touch.com
Bodywork
Il nostro gruppo era costituito da 16
persone, ripresentanti di varie pratiche
corporee: massaggio, Metodo Feldenkrais,
lavoro sull’energia incluso il Reiki,
Contatto Terapeutico, Metodo Trager,
Shiatsu, Terapia Craniosacrale, Massaggio
Esalen, “Somatics” ed altre. Alcuni dei
partecipanti erano sia insegnanti di lavoro
corporeo che formatori di Focusing. Ognuno
ha presentato le proprie modalità di lavoro
e sono stati fatti anche degli scambi. Si è
trattato di uno dei primi raduni dove gli
insegnanti di diverse modalità hanno
presentato ciò che fanno con i propri
clienti e perché. Abbiamo parlato anche di
come combiniamo il nostro lavoro col
Focusing. Molti di noi hanno anche
presentato i propri seminari alla
conferenza. Eravamo tutti interessati
riguardo a come ognuno di noi combina i
principi del Focusing nelle sedute con i
nostri clienti.
Cosa
abbiamo esplorato, imparato e scoperto sul
Bodywork orientato al Focusing:
• Il Focalizzatore (ricevente) è il
responsabile della seduta.
• In uno scambio di Focusing alla pari che
include il lavoro corporeo troviamo alcune
sfide nello stare col processo di Focusing
• Come funzionano il Focusing e il lavoro
corporeo con clienti inesperti:
• Quanto si è consapevoli di come
il proprio corpo influisce sul lavoro
• Le persone prive di esperienza
di Focusing o di consapevolezza corporea
possono guidare se stesse nel processo?
• Una minore esperienza di
Focusing rende il lavoro più difficile
• Agenda del cliente: quando il
cliente vi dice cosa fare, con la propria
agenda – rende le cose più difficili.
• Porre domande durante la seduta
riguardo all'appoggio, la temperatura, il
comfort, ecc. possono aiutare il cliente ad
acquisire consapevolezza somatica, anche
prima di imparare a focalizzare.
• Verificare il contratto all’inizio; qual è
l’obiettivo?
• E’ una sfida per il professionista quando
il cliente viene solo per alleviare il
dolore e per il proprio benessere – non ha
voglia di parlare.
• Il combinare il Focusing col Bodywork è
una pratica nuova e un setting tipo scambio
alla pari di Focusing, invece che un setting
cliente - terapeuta, rende più semplice
vedere entrambe le modalità in funzione.
• Dobbiamo lavorare con un nuovo paradigma –
un approccio collaborativo tra il
professionista e il cliente.
• Solo il cliente conosce (può avere accesso
a) tutta la propria storia soggettiva –
questo è ciò che rende i clienti uguali al
professionista. Il professionista vede solo
i sintomi.
• Portiamo la persona nel suo proprio
processo.
• Il lavoro inizia prima che il cliente
arrivi da te; scegliendo le parole più
giuste, si crea un’apertura al cambiamento.
• Il professionista e il cliente devono
avere la stessa motivazione.
• Il Focusing come strumento può, a volte,
non essere adeguato – ad ex.: il cliente usa
il tempo per un contatto fisico sicuro.
• Il contatto fisico può rivelarsi un
focusing non verbale.
Principi del Bodywork orientato al Focusing:
•
Usare il contatto con una disposizione di
Focusing
• Usare il contatto per rispecchiare
• Usare il contatto per ascoltare
• Usare il contato per incontrare
• Il potere del contatto crea contatto
• Diverse metafore creano diversi
effetti corporei
• Stiamo sempre sintonizzandoci e
affinandoci per il processo.
• Stiamo sempre affinando – non
guidando, rispecchiando le parole. Potremmo
trovarci, qui, in uno spazio pre-verbale.
• Il corpo svela il processo.
Relazione di Jack Blackburn e note del
gruppo
Titoli di altri gruppi di interesse formati:
Focusing e Tocco
Focusing e Musica
Consapevolezza del movimento
IMPRESSIONI DEI PARTECIPANTI:
Brigitte Moretti (Italia):
Eccomi
qua. In viaggio verso casa. Una sensazione
generale di nutrimento. Nonostante la
stanchezza. E’ impossibile iniziare a
raccontare della magica esperienza vissuta
senza accogliere e dare spazio a un senso
profondo di gratitudine verso tutti voi
organizzatori dell’evento.
Sì,
penso che siate riusciti a creare un
ambiente/contesto in cui ognuno di noi è
stato accolto e ha potuto accogliere,
ascoltare ed esprimere, incontrare se stesso
e gli altri dal di dentro, nutrendoci l’un
l’altro, incoraggiando un processo che,
credo, non può che essere e svilupparsi se
non come un cammino individuale e comune, se
include le diversità. Credo sia questo il
motivo per cui viene fuori, proprio ora, di
nuovo una parola: inclusivo. Per me questo è
stato un "incontro inclusivo", e non
esclusivo, come quelli che sono solita
frequentare.
C’è
anche un’immagine legata alla partenza che
emerge, ora. Ognuno di noi ha lasciato, da
ieri pomeriggio, Villa Spadara, Ischia,
alcuni hanno lasciato l’Italia, alcuni
l’Europa ... e tutti siamo legati a così
tanti posti, in così tante diverse
direzioni, potrebbero essere raggi luminosi
da un punto centrale, un sole, una stella...
e, se sto con questo, diventa un maestro di
Aikido pronto a muoversi in ogni direzione,
o a fare una capriola nei suoi larghi
pantaloni.
Barbara Altwegg (Svizzera):
Questa esperienza di 3 giorni è stata per me
come un unico grande focusing. Mi è sembrato
che il gruppo degli organizzatori non
avesse l’obiettivo di trascinare nessuno in
nessun posto, noi tutti ci siamo mossi con
naturalezza e tranquillità, c’era sempre
spazio per tutti, non si doveva mai
necessariamente seguire qualcun altro. Così,
questo evento sensibile, orientato al
processo, è cresciuto sempre più
materializzandosi in una forma, ed io mi
sono sentita sempre più coinvolta, colpita,
disposta ad essere incontrata e ad
incontrare, ad essere vista e a vedere gli
altri.
Durante
il mio workshop con il violino si è prodotto
un bellissimo cambiamento (grazie, Steve,
ancora una volta, per avermi aiutato ad
uscire dalla difficile situazione iniziale).
Ho trovato la soluzione su come suonare lo
strumento felice e sorridente,
lontano dalla ‘vecchia maniera’ di Bach e di
Haendel. Sylvie, che ha partecipato al
workshop, vuole persino che io vada a Parigi
a “sorridere” là …
In
riferimento ai gruppi sperimentali,
l’esperienza più potente è stata la
presentazione dei risultati della nostra
ricerca sul suono. A partire da un
mucchio totalmente caotico in cui, ognuno
per conto suo, emetteva "suoni-malandati"
(una volta ho dovuto scappare dalla
cacofonia), siamo stati in grado muoverci
insieme in una stessa, potente direzione di
sorprendente bellezza. Così, ancora una
volta, credo che il caos e l’ordine abbiano
bisogno l’uno dell’altro e che questo tipo
di esperimento non sarebbe stato positivo
per persone meno esperte o stabili o con una
struttura più definita.
Ho
sicuramente tantissimi ricordi di Ischia. La
straordinarietà del posto, tanto per
iniziare, con le persone fantastiche che
lavorano lì a studiare metodi positivi di
agricoltura – tutto ciò ha aumentato in me
quel confort che già sentivo, dandomi una
sensazione di aria e spazio e un senso di
amichevolezza "terrena" , una sorta di pace
nel mio cuore.
La vista dalla finestra della mia stanza era
una visione ingannevole: c’era solo
erba al di fuori della mia finestra ed una
vista incantevole sul mare. La luce della
luna scintillava sull’acqua e sapevo che
Capri era appena dietro l’angolo. – I letti
non erano dei migliori e ci sarebbero volute
più coperte, ma non importa! Ho dormito
bene! Il cibo era abbondante anche se
un po’ ripetitivo, credo per via del budget
basso, ma non importa!! Non sono morta di
fame!! Il caffè espresso del bar era
paradisiaco, d'altronde solo in Italia lo
fanno così buono.
Ischia
influenzerà sempre più il mio lavoro. Non
solo ho potuto sperimentare se il Focusing
sia una risorsa per ogni strumentista (è
necessario valutare attentamente come
integrare questa abilità). L’aver avuto la
possibilità ad Ischia di incontrare un così
alto numero di persone di diverse
professioni e età, che hanno come comun
denominatore il Focusing, non solo ha
migliorato la mia relazione con ciò che mi
circonda e con l’Universo, ma mi ha reso a
momenti più amorevole.
Polyxeni Koutla (Grecia):
Inizialmente ero sorpresa, poi ansiosa e
sospettosa su come si sarebbe svolto
l’evento, perché non sono solita partecipare
ad incontri senza un qualche tipo di
programma (ok, la mia precedente esperienza
di eventi “con un programma fissato” ha
sicuramente interferito ed ha
innescato in me un po’ di insicurezza sulla
scelta di partecipare). Poi, mentre il
comitato organizzatore spiegava il modo in
cui sarebbe stato creato il programma
giornaliero, io non riuscivo ad
immaginarmelo e ciò ha scatenato in me un
sentimento familiare di inadeguatezza. Il
bisogno di controllo si è presentato
col volto dell’impotenza!
Ma
tutto questo è stato messo subito da parte
appena sono iniziate le attività per
permettere al gruppo di trovare la
direzione. QUINDI ACCADDE IL MIRACOLO –
ancora adesso non riesco ad analizzare
mentalmente il modo saggio e gentile in cui
tutto ha trovato una collocazione e
che ha permesso al processo di fare
il suo lavoro!
Posso
affermare che:
-
Sono
rimasta sorpresa dalla varietà dei temi
trattati (nei workshop e nei gruppi
d’interesse).
-
Mi sono
scoperta desiderosa di sperimentare
tutto, ma poiché i vari workshop
avvenivano simultaneamente sono rimasta
dispiaciuta per quelli che ho perso e
entusiasta per quelli che ho scelto e a
cui sono riuscita a partecipare. Mi sono
anche accorta di quanto fosse difficile
per me decidere per priorità.
-
Ho
sentito che la quantità del tempo
accordato al workshop è stata giusta
perché l’informazione e l’esperienza
sono stati così toccanti e intensi per
me, che sicuramente avevo bisogno di
tempo per assorbirli (ho sperimentato
questo sottoforma di stanchezza fisica).
Stavano accadendo così tante cose dentro
di me che avevo bisogno di tempo per
accoglierle e far loro spazio.
Soprattutto dopo esser stata presa come
“modello” nel workshop di Anastasia e
aver vissuto l’intero processo
terapeutico dalla prospettiva del
cliente (sbadigliare era il mio modo di
esprimere la tensione che si liberava).
In
generale:
-
E’ stata
la prima volta nella mia vita che ho
vissuto tra un tale numero di
partecipanti l’esperienza dell’assenza
di posizioni antagoniste e di propaganda
di se stessi. Al contrario, ho
esperimentato semplicità (espressa anche
nel modo di vestire, per esempio ho
convissuto con pochissime donne che si
truccavano!), la disponibilità a dare
(grazie Ruth!), a condividere ed a
esperimentare – come partecipante o come
sperimentatore, o persino come partner
di Focusing, secondo le necessità. Gli
sperimentatori hanno mostrato così tanta
umiltà – specialmente accogliendo il
nostro feedback (ad esempio Sidney, Jack
e Robert). Posso dire che ho ricevuto
l’immagine di uno stormo di uccelli
provenienti da tutto il modo ed
incontratisi per promuovere l’aiuto
umanitario per i loro nidi locali…
-
Ho
imparato molte cose (grazie Jack!) ed ho
avvertito il cambiamento durante tutti i
workshop a cui ho partecipato, anche se
ammetto che tentavo di evitare le sofferenze che mi sono portata dietro
dalla Grecia venendo ad Ischia! Ma
tutto, come le risposte e le percezioni
interiori, tutto ciò è avvenuto in una
maniera inaspettata (ora posso dire che
il contatto fisico è davvero complicato!!!)
-
Mi sono
sentita molto felice perché ho trovato
persone che credono nella saggezza
interiore dei nostri “corpi” (oh, grazie
Robert e Yvonne!).
-
Tutti
coloro che cercano di combinare il
Focusing con ogni altro tipo di
body-work mi hanno resa più sicura nel
mio approccio terapeutico. Questo
è così insolito in Grecia e mi sentivo
così sola – ora, invece, appartengo allo
stormo di uccelli di cui ho parlato
prima - e ciò mi dà la motivazione per
continuare a lavoraci su, sia attraverso
questa modalità di lavoro combinato, sia
promuovendolo attraverso articoli ed
altro (spero di potervi dare maggiori
informazioni a riguardo in futuro!!!).
-
E’ stata
anche per me l’opportunità di
“ricordare” il mio corpo materiale,
soprattutto attraverso il “percorso di
incontro" con la Villa il primo giorno,
usando tutti i nostri sensi. E’ stato
qualcosa che mi ha portato indietro alla
mia infanzia, quando tutto era così
nuovo ed io ero così desiderosa di
focalizzare su ogni cosa!! Quel “tornare
indietro” è così importante per una
persona come me che vive in una grande
città!! Mi ha ridato quella armonia
perduta – l’armonia della mia natura
umana!
La
Villa stessa era meravigliosa (ok, lo
ammetto, mi mancano le torte!!!) – un posto
perfetto per un evento come questo. E il
fatto che eravamo gli unici ospiti mi ha
permesso di concentrarmi molto di più su me
stessa e sull’esperienza dell’incontro – una
piccola vacanza in un paradiso terreno!!
Inoltre, le informazioni di viaggio sono
state utilissime (sono arrivata alla Villa
da sola) ed anche il modo in cui sono state
divise le responsabilità.
Infine,
vorrei ringraziare tutti i partecipanti, il
comitato organizzatore e soprattutto tutti
coloro con cui ho lavorato – anche se non li
menziono qui, e spero di avere l’opportunità
di incontrare nuovamente tutti voi in
futuro. Vorrei anche dirvi che sono
dispiaciuta di non aver potuto parlare
all’ultimo incontro, ma mi sentivo così
commossa da tutta l’esperienza da non
riuscire a dire una parola per esprimere
quanto sia stato importante per me
condividere tutto questo con voi!
Rosanna Camerlingo
(Italia):
Sono appena tornata dal meeting, dal mio balcone,
nascosta nella foschia, in lontananza
vedo Ischia. Ho voglia di condividere la
ricchezza e l’intensità e l’abbondanza
di quello che ho vissuto, come una coppa
che è colma ed allora ciò che c’è viene
comunque versato ….All’inizio del
percorso ad Ischia attraverso un
processo ci è stato chiesto di
individuare il campo d’interesse a cui
volevamo dedicarci in questi giorni ed
infine ad ognuno è stato chiesto di
lasciare che emergesse una frase. La mia
frase era questa: Sono Rosanna e vorrei
zampillare dalla mia essenza oltre gli
schemi. Ora mi accorgo che è proprio
così che mi sento: zampillare
dall’essenza. Ho sperimentato ancora una
volta la possibilità di lavorare insieme
in gruppo, certo i conflitti sono
relativi se le ore di lavoro sono molto
poche, ma credo che abbiamo veramente
cercato di incarnare la possibilità che
il nuovo paradigma possa funzionare
nella realtà. Non siamo arrivati da
nessuna parte, ma siamo partiti. Vengo
da una storia antica di ricerca come
tante persone in questo meeting, nella
mia storia c’è da sempre il corpo nella
sua centralità. Nella mia infanzia il
corpo ha segnato la mia storia, con la
sofferenza e la difficoltà, poi è
diventata un’avventura di conoscenza e
coscienza. Sono in questo corpo,
finalmente posso dire che “sono in
questo corpo” e non sentirmi uno strano
alieno imprigionato quaggiù. Ecco da
dove sono partita, come diceva
Keiserlyng ogni maestranza nasce da una
difficoltà, la mia ha la stessa genesi.
Cosa porto con me da Ischia, da questo meeting? Provo
ad entrare in contatto con tutto questo.
Arrivano tante immagini di Villa Spadara
e del meraviglioso posto che è,
dell’accoglienza che l’isola ha voluto
regalarci, con la generosità della mia
terra, con i suoi colori e sapori e
profumi. Quanto ho apprezzato il giro
con cui ci avete mostrato la villa! Poi
gli organizzatori: Nicoletta, Claudia,
Francesca, Brigitte come traduttrice,
Jack e Steve e Larry e Mathias. La
vostra attenzione scrupolosa al
dettaglio, la vostra capacità di
progettare e immaginare tempi e modalità
perché noi potessimo essere comodi
dentro il lavoro, senza stress e
restando in contatto con i nostri
bisogni. Voi l’avete fatto per noi,
immaginando tutto il percorso, prima che
noi lo facessimo nella realtà. Questo ha
qualcosa di commovente: qualcuno
immagina cosa io potrò desiderare e
volere e di cosa potrei aver bisogno e
quindi si adopera perché il flusso sia
sempre in atto e fluido e mai
interrotto. E questo è Focusing, questo
è ascolto, é poter ascoltare un bisogno
ch’è ancora implicito ed aiutare questa
forma a nascere. Mi sembra che sia
successo questo ad Ischia: è nato
qualcosa. Mi porto questo seme, questa
piantina, dovrò curarla e prendermi cura
di lei e proteggerla dalle intemperie
della vita. Porto con me la possibilità,
per me sempre più certa che l’attitudine
al Focusing sia in realtà un modo di
essere, mi torna in mente il titolo
dell’ultimo libro di Rogers: “Un modo di
essere”. Ritrovo la possibilità,
lasciata anni fa, dopo un corso di
massaggio e vari seminari, di poter
“incrociare” in modo fecondo il contatto
corporeo come massaggio o solo come
contatto con il Focusing nel mio lavoro
di psicologa. Porto con me la
possibilità, sperimentata insieme ad un
piccolo gruppo di donne d’incrociare
lavoro corporeo, linguaggio dell’Unione
e Focusing. Porto con me queste
possibilità diverse che ho sperimentato.
Porto con me la possibilità e la
necessità di rendere esplicito il nuovo
paradigma ai miei compagni di percorso,
se non lo conoscono e a quanta più gente
è possibile. Porto con me la possibilità
di esprimere concetti complessi in
italiano con frasi articolate e vedere i
volti interessati ed accoglienti dei
miei compagni che attendono la frase
seguente tradotta dall’impagabile
Brigitte in inglese. Porto con me la
possibilità di lavorare insieme in
gruppo, di far giocare ed incontrare
idee ed esperienze in modo sereno chè
nessuno vuole combattere contro nessun
altro. Porto con me la consapevolezza
che i miei compagni del gruppo
d’interesse sono stati eccezionali BIG
Jack e Robert il silenzioso, e poi
Claudia la splendente e Sidney
l’indispensabile, Luigia nell’intensità,
Francesca dalla presenza affermativa e
Arie dall’acutezza sentita e
significativa, Diane dalle domande
puntuali e Cristina dal tocco gentile,
Anastasia che ha raccolto ciò che è
accaduto fra noi, testimone e partecipe
e infine Brigitte l’impagabile
dall’energia fresca e “zompettante”.
Spero di non aver dimenticato nessuno
del mio gruppo. Porto con me il viso
gioioso di Joke, la mia compagna di
stanza e del nostro modo di condividere
lo spazio comune, del suo lavoro con me
nel mio work shop. Porto con me i volti
delle donne che hanno voluto partecipare
al mio workshop “Focusing e Linguaggio
dell’Unione: dal movimento corporeo e
dal felt sense alla Presenza.” Joke,
Geraldine, Elena e Brigitte. Porto con
me la loro sorpresa nel sollievo del
cambiamento corporeo, ottenuto
attraverso il lavoro corporeo incrociato
con il Focusing e la loro gioia dopo il
lavoro. Porto con me le loro domande e
il loro interesse per il nuovo paradigma
a cui appartengono sia il Focusing che
il Linguaggio dell’Unione. Porto con me
l’eccitazione e l’allegria
dell’atmosfera dionisiaca delle due
serate trascorse insieme a danzare la
musica del mondo, portata
dall’indispensabile Sidney. Porto con me
il cerchio fatto più e più volte
l’ultima sera dopo le danze, e nelle
riunioni plenarie e nei piccoli gruppi.
Porto con me tanti e infiniti cerchi che
si sono formati e ri-formati e le
numerose possibilità d’incontri a coppie
per il Focusing. Porto con me la voglia
di trovare il tempo, nella mia frenetica
vita, per imparare l’inglese e poter
così raccontarmi e sentire la narrazione
dell’altro. E infine porto con me la
consapevolezza che il nuovo paradigma ha
delle qualità del femminile, come dice
F. Capra, come la ricettività,
l’accoglienza, la circolarità, il
processo che diventa centrale e….Ma
questo del nuovo paradigma sarà il tema
della prossima puntata. Per ora grazie e
ancora grazie. So che il lavoro che
abbiamo fatto, com’è stato visto in
alcune ricerche, può ed ha inciso
sicuramente sul clima energetico
dell’isola d’Ischia ed io spero possa
essere arrivato anche a Napoli, perché
veramente, come ho detto la mia terra,
come tutto il Sud del mondo, stanno
vivendo un momento molto difficile. E’
ora che uniamo gli opposti Nord e Sud,
Est e Ovest, maschile e femminile, anche
questo è il nuovo paradigma oltre le
separazioni e gli steccati di mente e
corpo, soggetto e oggetto, terapeuta e
cliente, questo è ancora il nuovo
paradigma. Porto con me infine anche gli
splendidi complimenti che ho ricevuto e
tutte le meravigliose sintonie che ho
sentito, voglio ricordare per tutti Arie
che ha risposto alla nota che avevo
lanciato per la mia terra con delle
parole profonde e nuove. Grazie e ancora
Grazie.
Un Grazie speciale a Nicoletta da cui tutto questo,
per me è partito, perché la nuova
sorellanza porti molto frutto sia a noi
che agli altri e un abbraccio fraterno a
tutti coloro che non ho nominato ma che
sono dentro di me.
Polixeny oggi ha detto “Il Focusing è come il sale sta
bene con tutto”. Il sale è veramente un
elemento prezioso, senza di esso non è
possibile cucinare nulla, né assaporare
alcunché. Prima dell’uso del sale si
usavano tantissime spezie, poi è
arrivato il sale. Mi piace molto questa
metafora del focusing che è come il
sale. Ciao a tutti e un pensiero forte
ai trainers italiani che stanno tentando
di unirsi in rete e alle donne che a
Napoli, come counselors e non solo,
stanno imparando il Focusing con me.
Eravate tutte con me. Portiamoci dentro
l’un l’altro, questo è il mio augurio a
tutti.
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