Nel processo di Focusing può accadere qualcosa di inaspettato: emerge una voce, una sensazione, un’immagine che appartiene a una parte di noi molto piccola, quella che chiamiamo “parte bambina” o “bambino interiore”.
Non si tratta di un concetto psicologico astratto, ma di aspetti vivi del nostro experiencing rimasti bloccati in qualche momento del passato. Quando li incontriamo nel corpo, portano emozioni intense, bisogni antichi, memorie non elaborate.
Spesso queste parti emergono insieme o in prossimità del critico interiore – come se il bambino e il giudice vivessero nella stessa stanza, in un dialogo doloroso che si ripete da anni.
Ma come stare con una parte così vulnerabile? Come ascoltarla senza esserne travolti? Come creare quello spazio sicuro interiore dove il bambino può finalmente essere visto, ascoltato, accolto?
L’approccio del Focusing offre qualcosa di unico: non cerchiamo di “curare” o “sistemare” il bambino interiore, ma di creare e mantenere una relazione interiore sicura, una relazione dove, per la prima volta forse, c’è un adulto presente che sa ascoltare con rispetto e pazienza.
In questo laboratorio esploreremo insieme come incontrare, riconoscere e accompagnare le parti infantili con la delicatezza e la presenza che il Focusing ci insegna.